Come si dice, il futuro é ancora da scrivere. Per capire cosa e come diventerà Pianotime nei prossimi tempi bisogna fare un salto nel passato: tutto é nato dopo esperienze di lavoro presso altre istituzioni, sia pubbliche che private, ogni volta ho imparato qualcosa di diverso sicuramente, ma nello stesso tempo avrei corso seriamente il rischio di snaturare la mia didattica. Da sempre credo in un sistema di apprendimento differenziato, mirato sulle diversità di carattere, cultura e personalità di ognuno di noi, questo comporta delle scelte di programmi di studio, di presenze settimanali e di esperienze musicali non uguali per tutti, cosa che non potevo fare in certi contesti. Dopo alcune riflessioni e con l’aiuto dei miei famigliari ho deciso di far nascere Pianotime, la mia scuola, il mio sistema. Ad oggi i numeri e i risultati mi incoraggiano molto, non essendo un istituto musicalmente riconosciuto, sono felice di aver formato nel miglior modo e tempo possibile diversi pianisti , alcuni tuttora esercitano e studiano, altri sono rimasti legati dalla passione verso la musica continuando a suonare, ad andare a sentire concerti e avere cultura musicale .
In questi anni la situazione musicale sta cambiando decisamente. Uno dei diversi fattori riguarda la cultura, musicalmente se ne ha sempre meno, perché mai si parla di musica seria, ma facciamo una riflessione puramente amatoriale e semplice :
Decido di imparare a suonare il pianoforte, perché?
Ho sentito una musica fatta col pianoforte e mi è piaciuta
Ho ascoltato un mio amico
Ho visto dei video
E tanti altri spunti, ma la cosa che io dico è: avete ascoltato cosa si può suonare al pianoforte? Perché poi noi andremo a fare proprio quello, se quello che sentite non piace, se un brano vi annoia dopo pochi secondi, se non pensate di avere pazienza e costruire con lo studio, lo strumento non fa per voi, potete quindi associarvi alla massa che ascolta musica mentre fa altre centomila cose, ascoltando ogni tanto qualche suono, proprio come quando si parla , spesso ascoltiamo qualche parola di un discorso.
Stiamo diventando intermittenti , presenti a momenti, impegnati a tratti, deboli alla prima difficoltà, annoiati appena ripetiamo due volte una cosa, stanchi dopo qualche minuto, critici se l’insegnante ci corregge, emotivi appena abbiamo qualcuno che ci ascolta, e tanto altro ancora , frutto di una società che non stimola gli interessi, che mostra solo le eccellenze e la finta perfezione , senza avere pazienza di investire per chi è più lento o ha necessità di mezzi supplementari.
Quindi il futuro di Pianotime lo vedo costruito da persone di tutte le età, appassionati di musica, che hanno dei sogni e dei progetti, che hanno pazienza e intelligenza nel costruire, che siano aperti ai cambiamenti e alle esperienze che vengono suggerite. Io metterò tutto il resto.






