La casa della musica non una palestra

La Casa della Musica

Un luogo da abitare

Quando ho cercato uno spazio per la mia scuola di pianoforte, sapevo molto bene che cosa non volevo.

Non cercavo una scuola tradizionale.
Non volevo semplicemente mettere dei pianoforti dentro aule utilizzate durante il giorno per altre attività.
Non desideravo un luogo che aprisse all’ora delle lezioni e tornasse silenzioso appena terminato l’ultimo appuntamento.

Volevo una Casa della Musica.

Una casa vera, idealmente e concretamente: un luogo nel quale la musica avesse la sensazione di abitare.

Un luogo dove la musica si sveglia al mattino, studia, sbaglia, ricomincia. Dove a mezzogiorno si riposa e nel pomeriggio torna a vivere. Dove alla sera può diventare concerto, incontro, racconto, emozione.

Una casa nella quale la musica cambia, cresce, si modifica insieme alle persone che la frequentano.

È questa l’idea che mi ha accompagnato per tanti anni e che ancora oggi considero il cuore della mia scuola.

Una scuola non è una palestra

Negli ultimi tempi, però, osservo un cambiamento che mi fa riflettere.

Sempre più spesso la formazione viene vissuta come un servizio da consumare: si acquista una lezione, si entra, si svolge la propria ora e si esce. Un po’ come accade in palestra: si passa il tornello, ci si allena e si torna a casa.

Ma la musica, almeno per come la intendo io, non funziona così.

Una Casa della Musica non ha tornelli.

Ha persone.

Ha relazioni, continuità, dialogo, attenzione. Ha un saluto quando si arriva e un arrivederci quando si va via. Ha la possibilità di chiedere un consiglio, raccontare una difficoltà, condividere un risultato, progettare qualcosa insieme.

E ha anche una parola che oggi considero ancora più importante: educazione.

Educazione non significa soltanto buone maniere.

Significa rispetto per le persone, per gli spazi, per gli strumenti e per il tempo degli altri. Significa imparare ad avere pazienza, ordine mentale, capacità di ascolto e costanza.

Perché tutte queste cose, apparentemente lontane dalla tastiera, prima o poi arrivano sulla tastiera.

Il comportamento fa parte dello studio

Imparare a suonare il pianoforte non significa soltanto acquisire una tecnica.

Naturalmente servono il movimento corretto, la conoscenza dello strumento, la lettura, il ritmo, la memoria, l’analisi, il fraseggio, lo stile e il repertorio.

Ma esiste un’altra parte della formazione che considero altrettanto importante.

È il modo con cui ci avviciniamo allo studio.

La calma interiore.
La pazienza.
La capacità di aspettare un risultato.
La continuità.
L’ordine.
L’ascolto.
Il rispetto.
La curiosità.

E soprattutto la capacità di costruire un rapporto di fiducia.

Non credo nell’insegnante che possiede una verità assoluta e chiede di essere seguito ciecamente. Credo invece in un rapporto nel quale l’esperienza dell’insegnante diventa una guida e l’allievo impara progressivamente a comprenderne le ragioni.

Per questo la fiducia è fondamentale.

Se scegliamo un insegnante dobbiamo poterci fidare del suo percorso, della sua esperienza, della sua conoscenza della musica e della direzione che sta dando al nostro lavoro.

E quando incontriamo altrove un’idea diversa — su internet, sui social, in un libro, in un video o attraverso un altro musicista — non dobbiamo necessariamente respingerla.

Dobbiamo imparare a capirla.

Portiamola a lezione. Discutiamola. Confrontiamola con ciò che stiamo facendo. Cerchiamo di comprendere se può arricchire il nostro percorso oppure se, applicata senza contesto, rischia semplicemente di creare confusione.

Anche questo significa diventare musicisti.

La musica ha bisogno di tempo

Viviamo in un tempo nel quale siamo abituati a ottenere quasi tutto immediatamente.

Il pianoforte continua invece a insegnarci qualcosa di meravigliosamente controcorrente:

non tutto può essere accelerato.

Ci sono passaggi che hanno bisogno di settimane.
Brani che maturano dopo mesi.
Movimenti che il corpo deve imparare lentamente.
Idee musicali che comprendiamo davvero soltanto dopo averle frequentate a lungo.

Per questo considero la pazienza una delle più importanti qualità musicali.

La scuola che voglio continuare a costruire

Non desidero che la mia scuola diventi un luogo di passaggio nel quale persone quasi sconosciute entrano, prendono una lezione e scompaiono.

Desidero continuare a costruire una Casa della Musica.

Una casa aperta, certamente. Curiosa. Contemporanea. Capace di confrontarsi con idee diverse.

Ma anche una casa con una propria identità.

Vorrei che chi entra sentisse di appartenere, anche solo per una parte della propria vita, a un progetto musicale.

Vorrei che sapesse che qui non si viene soltanto per imparare quali tasti premere.

Si viene per imparare ad ascoltare.
A concentrarsi.
Ad aspettare.
A conoscere.
A rispettare.
A costruire.

E forse anche a conoscersi un po’ meglio.

Per questo continuerò a difendere questa idea e, inevitabilmente, anche a scegliere le persone che desiderano condividerla.

Non cerco semplicemente più iscritti.

Cerco persone che abbiano voglia di abitare la musica.

Perché una Casa della Musica esiste davvero soltanto quando qualcuno decide di viverla.

Manca davvero poco alla ripartenza….

🎹 I NUOVI PERCORSI STANNO COMINCIANDO.

In queste settimane lo Studio Musicale Arte dei Suoni sta tornando a riempirsi di musica, nuovi incontri e nuovi progetti.

Sono molto contento del gruppo di allievi che si sta formando per questo nuovo anno.

Il calendario è ormai quasi definito, ma c’è ancora la possibilità di inserire uno o due nuovi percorsi.

Se stai pensando di iniziare pianoforte, riprendere dopo una pausa oppure dare una nuova direzione al tuo studio, possiamo incontrarci e capire insieme quale percorso costruire.

🎹 Bambini • ragazzi • adulti
🎼 Dal primo approccio al perfezionamento
📍 Studio Musicale Arte dei Suoni – Via Pavia 9, Abbiategrasso
📞 333 447 3292
📧 smartedeisuoni@gmail.com

Nuovo lavoro discografico

LE COSE CHE RESTANO

Un nuovo lavoro discografico di Maurizio Ruggiero

Ci sono musiche che appartengono a un momento preciso della nostra vita. E ce ne sono altre che, anche dopo molti anni, continuano a parlarci, forse in modo diverso.

Le cose che restano nasce proprio da questo incontro: quello tra ciò che sono stato, ciò che sono oggi e ciò che ancora desidero raccontare attraverso il pianoforte.

Il nuovo album raccoglie dieci composizioni: quattro brani inediti e sei mie precedenti composizioni completamente rivisitate. Non ho voluto semplicemente riproporre pagine già scritte, ma tornare dentro quella musica con l’esperienza, la sensibilità e la consapevolezza maturate nel tempo.

Riascoltare e riscrivere significa anche incontrare nuovamente se stessi. Alcune idee sono rimaste intatte, altre hanno preso strade diverse. Sono cambiati il suono, il respiro, talvolta la scrittura stessa. Per questo considero queste dieci composizioni parte di un unico nuovo progetto: un dialogo fra memoria e futuro.

Dentro Le cose che restano c’è inevitabilmente molto della mia storia. Ci sono ricordi, incontri, luoghi, momenti vissuti; ma soprattutto ci sono ancora sogni, progetti e una grande voglia di costruire. C’è il desiderio di continuare a cercare qualcosa attraverso la musica e di provare, ancora una volta, a dire qualcosa di personale.

Al centro rimane il pianoforte.

Uno strumento con secoli di storia alle spalle, ma che continuo a sentire profondamente contemporaneo. La mia ricerca parte dalla grande tradizione della scrittura pianistica e prova a portarla nel presente: classicità e modernità non come due mondi contrapposti, ma come parti dello stesso linguaggio.

Non mi interessa inseguire una formula, né scrivere perché un determinato stile funziona o perché un certo suono appartiene al nostro tempo. Cerco, per quanto possibile, di allontanarmi da ciò che è prevedibile, dalle formule già ascoltate e da una modernità costruita soltanto per essere immediata.

Per me un brano deve avere prima di tutto una ragione per nascere.

Ogni composizione di questo album è arrivata da uno stato d’animo, da un’immagine, da un’esperienza o semplicemente da quel momento difficile da spiegare in cui ci si siede davanti al pianoforte e si sente la necessità di scrivere.

Non per riempire uno spazio.
Non per completare un disco.
Per raccontare qualcosa.

Forse è proprio questo il significato più profondo del titolo.

Le cose che restano sono quelle che il tempo non riesce a cancellare. Alcune cambiano forma, altre sembrano scomparire e poi ritornano. Sono frammenti del nostro passato che continuano a vivere nel presente e, qualche volta, diventano il punto da cui ricominciare.

Questo album guarda indietro, dunque, ma soprattutto guarda avanti.

L’ho realizzato mettendoci molto di ciò che sono oggi e con la stessa curiosità che mi accompagna ogni volta che davanti a me ci sono ottantotto tasti e ancora qualcosa da cercare.

Spero che queste dieci composizioni possano trovare persone disposte ad ascoltarle, a viverle e magari a riconoscervi qualcosa di proprio.

Perché alla fine la musica parte da chi la scrive, ma trova davvero il suo significato quando arriva a qualcun altro.

Maurizio Ruggiero

Le cose che restano

Quattro nuove composizioni. Sei opere rivisitate.
Dieci storie, un unico nuovo viaggio.

Settembre con la musica.

SETTEMBRE. È IL MOMENTO DI COMINCIARE.
ARMONÈA
Il pianoforte comincia da te

Un percorso costruito sulla persona.
🎹 Tecnica e repertorio
🎼 Lettura, ascolto e memoria
✨ Interpretazione e creatività
🎯 Obiettivi personalizzati
👤 Bambini • ragazzi • adulti
Dal principiante al perfezionamento

NUOVI PERCORSI • SETTEMBRE 2026
Prenota un incontro conoscitivo

Studio Musicale Arte dei Suoni
Via Pavia 9 – Abbiategrasso
smartedeisuoni@gmail.com

Il nuovo metodo è in arrivo

🎹 OGGI QUEL PROGETTO HA UN NOME: ARMONÈA.

Dopo tanti anni di insegnamento ho sentito il bisogno di raccogliere esperienza, idee e ricerca in un progetto che rappresentasse davvero il mio modo di intendere la didattica pianistica.

Nasce così Armonèa.

Un percorso in cui tecnica e rigore rimangono fondamentali, ma vengono costruiti intorno alla persona, alle sue capacità, alla sua sensibilità e ai suoi obiettivi.

Perché imparare a suonare non significa soltanto eseguire correttamente delle note.

Significa comprendere, ascoltare, interpretare e trovare progressivamente la propria voce attraverso il pianoforte.

Da settembre Armonèa entrerà nei miei percorsi didattici ad Abbiategrasso.

In arrivo il mio metodo

Negli ultimi post vi ho raccontato perché, dopo tanti anni di insegnamento, ho sentito la necessità di ripensare il mio modo di insegnare pianoforte.

Oggi quel pensiero ha un nome.

Armonèa.

Non nasce dall’idea di inventare semplicemente un nuovo metodo.

Nasce da una domanda:

come posso costruire un percorso musicale che parta davvero dalla persona che ho davanti?

Tecnica, repertorio e interpretazione rimangono fondamentali.

Ma accanto a questi voglio dare spazio all’ascolto, alla memoria, alla creatività, alla comprensione della musica e alla capacità di sviluppare progressivamente una propria identità musicale.

Perché due allievi possono studiare lo stesso brano.

Ma non lo vivranno mai nello stesso modo.

Armonèa nasce da qui.

Dall’esperienza di tanti anni di insegnamento e dalla convinzione che rigore e personalizzazione non siano opposti: possono diventare parte dello stesso percorso.

Da settembre questo progetto entrerà nei miei percorsi di pianoforte ad Abbiategrasso.

Nei prossimi giorni vi racconterò come funziona concretamente.

🎹 ARMONÈA
Il pianoforte comincia da te.

📍 Studio Musicale Arte dei Suoni
Via Pavia 9 – Abbiategrasso

La didattica differenziata

Un percorso costruito intorno a te

Non esiste un metodo efficace uguale per tutti.

Ogni persona ha tempi, capacità, obiettivi e sensibilità differenti. Per questo credo in un insegnamento personalizzato, organizzato e costruito sulle reali esigenze dell’allievo.

Prima di iniziare, costruiamo il tuo progetto

Il percorso comincia con un incontro individuale, dedicato a conoscerti, ascoltare i tuoi obiettivi e capire quale possa essere il programma più adatto a te.

Da questo incontro nasce un vero e proprio progetto didattico personale: definiamo insieme il percorso, la frequenza delle lezioni, il repertorio, i materiali di studio e le attività più utili per raggiungere i tuoi obiettivi.

Che tu voglia iniziare da zero, riprendere a suonare, perfezionarti o prepararti per esami, concerti e concorsi, il percorso viene costruito su di te e con te.

Dal 12 al 26 settembre: incontri e lezioni dimostrative

Dal 12 al 26 settembre sarà possibile prenotare un incontro conoscitivo e partecipare alle lezioni dimostrative.

Vieni a conoscere la scuola, il mio modo di insegnare e a scoprire quale può essere il progetto musicale più adatto a te.

La musica non comincia da un programma. Comincia dalla persona.

Settembre si avvicina

Settembre è alle porte l’aria di questi ultimi giorni di agosto è gia densa di iniziative e pensieri per l’autunno che sta arrivando, le persone iniziano a ritrovare le cose e le abitudini messe a riposo o a pensare a nuove cose da fare.

La mia estate mi ha anche portato a pensare , ad ordinare e riorganizzare la mia attività sia didattica che da musicista ecco una delle mie riflessioni sulla didattica:

All’inizio pensavo che insegnare significasse soprattutto sapere cosa trasmettere.

Con il tempo ho capito che la domanda più importante è un’altra:

chi ho davanti?

Ho incontrato allievi intuitivi e allievi razionali.
Allievi che imparano ascoltando e altri che hanno bisogno di capire ogni dettaglio.
Persone che hanno bisogno di essere guidate e altre che devono essere lasciate libere di cercare.

Bambini pieni di immaginazione.
Adulti che si avvicinano al pianoforte per la prima volta.
Studenti che vogliono andare oltre ciò che sanno già fare.

Ed è proprio questa diversità che negli anni ha trasformato il mio modo di insegnare.

Oggi, prima ancora di chiedermi “che cosa devo insegnare?”, cerco di capire:

“Di cosa ha bisogno questa persona per riuscire a fare musica?”

Da questa domanda è nato, poco alla volta, un modo diverso di pensare l’insegnamento del pianoforte.

Ed è da qui che ripartirò a settembre