Duecento anni e non sentirli…

Se ogni tanto parliamo di musica , di canzoni o anche di composizioni scritte in questi ultimi anni, spesso diciamo che il brano era di qualche anno fa, considerandolo un pochino vintage o addirittura vecchio e non più attuale , abbiamo un esempio con Sanremo, poche delle canzoni di oltre 50 anni di festival sono rimaste nelle nostre playlist. Parlando di musica piu strumentale , cosiddetta contemporanea, è la stessa cosa, ci sono stati anni di sperimentazione e ricerca, dove non si è creato un vero genere continuativo della musica detta classica, poi verso il 2000 alcuni compositori hanno ideato un genere più essenziale, facile da ascoltare, da suonare, da capire e hanno colpito le simpatie delle persone con un linguaggio piu semplice e immediato, risalente proprio alle musiche dei compositori del 700 e 800, ma in una forma più essenziale: la creazione di un tema che deve restare in mente e pochi elementi di sviluppo, insistendo sulla proposta tematica di base, diminuendo la durata e le dimensioni della composizione.

Chissà se questo genere potrà vivere con gloria 200 anni come la Nona Sinfonia di Beethoven…. Ma chiedendomi il perché questo brano non ha mai avuto una decadenza nel tempo, trovo risposte non di tipo tecnico, è fuor di dubbio che la scrittura è geniale e perfetta:

Beethoven era completamente sordo, l’unico strumento che possedeva era il sentire interiore e nello scrivere ha messo la voce dell’anima, dello spirito incondizionato da qualsiasi elemento non naturale. Cosi ha fatto lui e molti altri compositori veri nella storia dell’uomanità, quando si scrive ascoltando dentro di noi si parla con lo spirito, si canalizzano messaggi e suoni di un’altra dimensione, si incontrano armonie collegate ad entità di purezza e luce… lontano dalle realtà quotidiane… ecco perché le anime sensibili e profonde ricercano l’ascolto di queste musiche senza tempo , per restare collegati con la bellezza e la vera natura dello spirito di ogni essere vivente, che è fatta di belle intenzioni, di colore e luminosità.

Grazie Beethoven sei sempre con noi♥️.

Cosa sono i concorsi pianistici.

Dopo diversi anni che preparo i miei studenti ai concorsi pianistici che si svolgono in Italia, é arrivato il momento di raccontare alcune cose:

Qualche anno fa quando organizzavo una riunione di classe avevo almeno la metà degli iscritti presenti, allora ero più giovane, con meno esperienza, adesso che avrei più cose da trasmettere, nuovi imput, nuove direzioni, ho sospeso le riunioni per assenza di partecipazione. Abbiamo tutti mille cose da fare e siamo stanchi di chiacchiere , si sopravvive lo stesso. Capisco bene la situazione e in parte mi trovo d’accordo, ma almeno spendiamo 5 minuti per leggere questo post che rimarrà online per anni.

Partecipare ad un concorso pianistico significa avere voglia di confrontarsi con gli altri, coi maestri in giuria e con noi stessi. Se partecipiamo facciamolo con lo spirito giusto e la preparazione seria, indipendentemente da quello che sarà il risultato, ma almeno andiamo dopo aver fatto un giusto percorso. Io non spingo nessuno a fare questa esperienza, la suggerisco poi lascio che si sviluppa da sola nella mente dello studente, sempre incoraggiandolo, assicurando la mia presenza, supporto e strategia migliore.

Non paragoniamo un concorso pianistico ad una gara del tipo televisivo, non è uguale, in palio abbiamo delle conferme di dove siamo arrivati e di dove dobbiamo andare, non la popolarità.

I concorsi che cambiano la vita si fanno verso i 20 anni e sono pochi in tutto il mondo quelli determinanti, gli altri sono esperienze formative, fondamentali per costruirsi una struttura musicale prestazionale. Alcuni genitori mi chiedono o mi impongono di far studiare i propri figli un certo tempo al giorno, ancora come 50 anni fa sento dire che si deve studiare un’ora al giorno, forse va bene per la palestra, ma per il pianoforte può essere a volte troppo,altre giusto o talvolta poco. Come si può stabilire il tempo in modo matematico? È und discorso superficiale e poco professionale. Chi insegna e chi studia , sa che in ogni seduta possono nascere dei problemi e vanno risolti in breve tempo e quindi si aumentano i minuti di lavoro, altre volte va tutto bene e si chiude prima la giornata di studio, quando ci prepariamo per un esame, concerto o concorso abbiamo una tabella giornaliera da seguire e va rispettata il più possibile, é lì che l’insegnante deve saper lavorare con perfezione, nei tempi e nella chiusura del pezzo. Gli studenti devono vivere bene il periodo di formazione, essere rilassati e non tesi da senso di inferiorità, di ritardo , da incapacità o difficoltà insormontabili, ma consapevoli del miglioramento in atto, certamente dopo un periodo di studio intenso avranno benefici musicali importanti, ecco perché sono utili queste esperienze. Non abbiate paura di delusioni o di sconfitte, non è una partita di calcio che chi perde viene preso a fischi o bullizzato, ma sono serie occasioni per crescere, pensare e trasformare. Io come insegnante lo faccio continuamente, propongo tante iniziative, chi non fa nulla piano piano si allontana anche dallo strumento, abbiamo bisogno di generare un terremoto per far cadere una foglia dall’albero della noia . É normale che se vogliamo bene a qualcosa o qualcuno diamo la massima cura , sennò lo utilizziamo per un bisogno momentaneo e inconsapevole per poi dire nei tempi futuri: se avessi proseguito diventavo qualcuno, ma il mio insegnante non mi capiva, non mi ha mai spinto, non mi faceva mai suonare ….. vi ricorda il personaggio Pinocchio ? A me tantissimo….

Non troviamo scuse continuamente, facciamole le esperienze e ascoltiamo chi ci suggerisce qualcosa, non è per utilizzarvi come fonte economica, ma come desiderio di fare qualcosa che vi renderà felici e avere ricordi positivi nel tempo, saranno sicuramente conversazioni più interessanti quando direte con qualcuno ciò che avete fatto e imparato , anziché di quello che avete fallito o rinunciato per vizio.

Spero di vedervi numerosi alle prossime attività, ma soprattutto con entusiasmo.

Premiato il più giovane del concorso Bach 2024.

Ci sono anche delle belle realtà e vanno raccontate:

Kentaro 5 anni, abbiamo iniziato a studiare insieme da quasi un anno. Oggi è stato premiato al prestigioso concorso Bach di Sestri Levante. Il mio augurio è quello di poterlo vedere crescere con i valori e la passione per la musica e continuare a divertirsi e fare esperienze di crescita come questa. I miei complimenti.

Concorso Bach Sestri Levante 2024.

Come ogni anno la mia scuola partecipa a questo prestigioso concorso pianistico Nazionale dedicato in parte a J.S.Bach e ad un programma libero secondo la categoria di appartenenza. In passato ci siamo abituati bene, si veniva a casa con qualche premiazione importante , ciò significa dal terzo posto in su. Quest’anno invece neanche uno, mi sembra di essere tornato indietro negli anni quando ero un insegnante inesperto in concorsi e dovevo imparare a scegliere un repertorio e una preparazione adeguata. Raggiunti i 50 anni, non mi sento più un giovane insegnante senza esperienza, ho lavorato negli anni e ho ottenuto dei risultati positivi, quest’anno e non credo per qualche assenza in più per malattia, i risultati non sono arrivati. Come mai? Sicuramente il gruppo che ho portato, salvo qualche eccezione, non ha studiato abbastanza, per prepararsi a queste manifestazioni occorrono ore di lavoro sullo strumento, la scelta dei programmi era giusta, pezzi interessanti e non i soliti, idee musicali giuste, tempi di programmazione ben organizzati…. Ma poi qualcosa é andato storto. Sono triste e sconfortato, oggi avrei voluto una mano per rimettermi su di morale. Sicuramente in futuro cambierò qualcosa, ma prima chiedo una cosa a tutti coloro che vorranno fare nuovamente queste esperienze o chi la farà per la prima volta: senza una preparazione adeguata , seria, con fiducia che vengano svolti gli studi necessari per la preparazione, la partecipazione ad un concorso verrà annullata. Oggi tutti i miei ragazzi potevano essere tra i premiati, non ci mancava nulla , solo la determinazione, lo spirito giusto, l’allenamento che non ti fa sentire stanco al momento dell’esecuzione. Quando si pratica una disciplina, e anche la vita lo è, ci sono delle condizioni da rispettare , corpo e mente non sono spazzatura per avanzi di azioni senza senso e tempo buttato in momenti che non sono vita, il cervello diventa sempre più lento, pigro, stanco e il nostro corpo è senza energia…. Già buttata nelle cose senza senso. É ora di cambiare!

Concerto a Milano il 18 aprile ore 18,30

È arrivato il giorno atteso….

Sono arrivati i dischi, inizierà la distribuzione su Amazon e negozi di musica, e sulle principali piattaforme di musica internazionali…

Sono contento del mio lavoro, quando suono questi pezzi ci trovo me stesso e rivivo gli attimi di vita che ho messo in musica, mi auguro piaccia anche alle persone per condividere momenti di pace e interiorità.

Domani vi aspetto per sentire dal vivo questo lavoro🍀🍀🍀.

Start ! Domenica 7 aprile

Domenica 7 aprile alle 20,30 suonerò a Imola (Bologna), dove presenterò a Palazzo Sersanti il mio nuovo lavoro : Giorni di Luce per la prima volta. Il concerto è ospitato dall’Associazione “ Coala” che si occupa del recupero dei nostri amici a 4 zampe , dopo lo scorso alluvione è ripartita la ricostruzione del canile e gattile, tramite amicizie sono stato contattato e felice di dare il mio contributo con la musica.

Si potrà seguire la diretta sui canali Social dell’associazione Coala di Imola.

Vi voglio solo presentare il programma con i nuovi 11 brani …. Ognuno è un pezzo della mia vita… scritta coi suoni. ♥️

Giorni di Luce

Tra pochi giorni andrò a registrare un nuovo disco, si intitola : Giorni di Luce.

Sono passati molti anni dagli ultimi miei lavori di composizione, in questi ultimi tempi mi sono dedicato maggiormente alla didattica e alla costruzione di un nuovo repertorio pianistico classico, aggiungendo diverse composizioni dei miei autori preferiti i, ma verso la fine del 2023, spinto anche da fattori esterni e opportunità discografiche concrete, ho avuto nuovamente voglia di scrivere musica, cose diverse dal passato, racconti della mia vita e del mio pensare scritti coi suoni della musica, le sensazioni che vivo mentre ricordo qualche episodio di vita trascorsa, l’assenza di mia madre, l’essere fuori dal tempo convenzionale….. ecco tutto questo ho scritto con i suoni del mio amato pianoforte , ho cercato la scrittura dei classici di trasformarla in un mio comunicare, ho ascoltato cosa mi usciva dal cuore in questi momenti, ho vissuto giornate da solo davanti al mio strumento, notti d’inverno con tazze di tisana calda e la matita a fianco, momenti insonni carichi di voglia di scrivere, sento che questo lavoro è importante, mi piace perché ci sono io in ogni nota ed è un messaggio sincero per chi lo ascolta. Sono raccolti 11 brani uno diverso dall’altro che portano in un percorso dove racconto di sogni, di tempo, di ricordi , di presente, di visioni e di giorni di luce.

Si chiama giorni di luce come il mio primo lavoro costruito nel lontano 2002 , dove allora non sapevo il vero significato di vivere giorni di luce, ma sentivo di intitolarlo cosi, oggi a 50 anni ho capito che vivere nella luce è la nostra essenza e li dobbiamo restare, ho il desiderio che la mia musica porti speranza, luce e conforto a tutte le persone che l’ascolteranno in silenzio e con la pace nel cuore, chi vorrà trovare un momento della giornata per uscire fuori dalla vita convenzionale. Questo lavoro è dedicato alle persone, a tutti quelli che avranno occasione di sentirlo, sperando che questa nuova musica possa piacere e trasformare in emozioni intense ogni suono che ci entrerà nel cuore. Dedico questo lavoro anche a chi non è più con me, ma che ha lasciato un segno nella mia vita, chi mi ha sempre dato coraggio, voglia di continuare e crescere con valori profondi, chi ha ascoltato i miei momenti di difficoltà , i miei esperimenti e per avermi accompagnato fin qua anche da un mondo invisibile. Grazie !!!

La musica è la cosa più bella che mi sia mai capitata nella mia vita, desidero continuare a trasmetterla sia nella mia didattica , che nei concerti , i dischi e la scrittura.

Questo è il primo lavoro della mia maturità , sono contento di essere arrivato vicino al giorno della registrazione e della mia nuova partenza, ho il cuore pieno di gioia e di gratitudine alla vita.

a presto

con affetto Maurizio

La musica: un amore per tutta la vita…

Spesso nella mia esperienza didattica ma anche dopo aver suonato durante un concerto, qualcuno manifesta questo sentimento come una scelta per la vita, una sorta di matrimonio spirituale che lo lega a questa magnifica arte.

Bellissima cosa, la comprendo benissimo perché anche io vivo di questo, un rapporto che si rinnova ogni giorno, di cura e attenzioni, di tempo, di novità, di crescita insieme, di giusto scambio sia spirituale che fisico (le prestazioni tecniche sono un traguardo quotidiano da raggiungere con esercizio e tempo)

Poi quando insegno e vedo delle situazioni e dinamiche particolari, mi faccio delle domande:

Ma se qualcosa come una passione o una persona che diciamo di amare la trattiamo cosi, senza cura, dimenticandoci cosa ha bisogno ogni giorno per alimentarsi crescere ed evolvere, se andiamo a spolpare tutta la sua bellezza senza ricambiare, se ci attacchiamo solo per risolvere i nostri problemi e non diamo uno scambio adeguato… voi lo chiamate amore per la vita?

Nella nostra società è una cosa normale, purtroppo le persone spesso sono dei servizi per i nostri bisogni, ma non gli si da il sentimento quello vero, ed è così anche per chi intraprende una strada come la musica…. Bisogna dare e non prendere soltanto, bisogna amare, ma studiare cosa significa amare qualcosa o qualcuno, perché i risultati non mentono: con le persone lo vediamo che tutto è provvisorio per un periodo e con lo studio delle nostre passioni è molto simile, la differenza è che la musica non ci molla davanti alle nostre azioni non adeguate, ma non potrà nascere dentro dì noi qualcosa di speciale e unico se non diamo giusto senso al rapporto con lei. Inoltre davanti alle prime difficoltà facciamo i capricci, diciamo parole non costruttive e demoliamo quanto costruito, quando basterebbe capire cosa fare per risolvere un momento difficile, spesso nella difficoltà esiste la svolta migliorativa e non la separazione… ma siamo sempre più spesso persone che separano anziché unire e questo atteggiamento andrà in ogni cosa che diciamo di amare… chi è più profondo può cambiare questa nostra realtà attuale. Non si scoraggi davanti alla realtà, alla solitudine, arriverà sicuramente una trasformazione.