La potenza dell’apprendimento profondo, quello che sedimenta dentro di noi e diventa parte del nostro essere. Il pianoforte, con la sua complessità, lascia tracce indelebili nel nostro cervello e nelle nostre mani: è un sapere che non si dimentica, ma che può essere risvegliato, come una fiamma che torna a brillare con un soffio d’aria.
Quello che si studia seriamente, con metodo e sapienza rimane per sempre.
È bellissimo vedere come negli studenti riaffiorino il senso tattile, il ritmo interiore, la capacità di leggere e interpretare con rinnovata consapevolezza. Questo dimostra che la musica non è solo esercizio, ma esperienza vissuta, che si stratifica nel tempo.
Imparate non finisce mai, e il coraggio di affrontare nuove sfide musicali è ciò che ci mantiene vivi, curiosi, aperti. I pezzi che ci toccano davvero sono quelli che ci trasformano, e ogni volta che li studiamo, li scopriamo di nuovo.
In questo periodo sto ricevendo studenti che avevo perso da tempo, scoprendo dai primi incontri che tutto è rimasto intatto… come un oggetto di grande qualità inutilizzato da tempo, la sola necessità è valorizzarlo, pulirlo e rimetterlo in funzione migliorando le sue potenzialità.
Quando dico di avere pazienza nel costruire il nostro percorso è vero, poi otteniamo qualcosa che rimane per sempre.

















