Sogni di un pianista….

Come per tutte le professioni, specialmente quelle nel mondo dell’arte, non si arriva mai in cima nel momento culminante della propria vita e affermare di sapere ogni cosa della nostra passione.

Siamo in una ricerca continua e miglioriamo, conosciamo, apprezziamo solo se cerchiamo, così é l’essere vivente nel suo crescere, nello scorrere del suo tempo dovrebbe continuare ad avere la voglia di salire sempre più vicino alle cose belle, al raffinare la propria persona, a superare tutti gli atteggiamenti che creano problemi a tutte le persone che non osservano con capacità cosa fanno e dove vanno.

La musica è davvero infinita e sorprendente, ti accorgi che ha delle capacità di trasformazione del corpo e della mente davvero singolari.

Ma perché le cose belle sono sempre difficili da ottenere, perché realizzarsi è una strada perennemente in salita?

Per arrivare ad un risultato devi faticare, devi avere disciplina, costanza, carattere e umiltà. Nessuno ci regala nulla , appena usciamo abbiamo un mare di mediocrità, fuori si trova un mondo dove la fatica e il sudare le cose, vengono viste come nostre debolezze o incapacità , si cerca sempre la strada più facile, chi ci regala la valigia per il nostro viaggio carica di ogni cosa, senza averla mai comprata e senza capire cosa costano le cose. La vita invece è partire con una valigia di sogni, lavorarci sopra, e riempirla di cose che ti sei creato e comprato con le tue scelte, con chi davvero sei, anche nella musica la fatica, gli sforzi, le amarezze e delusioni diventano gli elementi per gustare il sapore della realizzazione futura, con tanta pazienza e carattere.

Spesso nella mia scuola mi arrivano persone che vogliono fare della musica la loro vita e la loro professione. Per me è una grande responsabilità occuparmi della realizzazione di un sogno altrui, ci credo e me ne prendo cura con il massimo rispetto e mi dispiace che davanti alle prime prove , dove nessuno ci fa trovare le cose pronte e la valigia piena di cose senza nemmeno saperle, alcuni crollano e preferiscono dedicarsi al cavallo come lavoro della vita, ma poi cadono anche dal cavallo e allora si dedicano ad altro e così arrivano i primi capelli bianchi e hanno con sé una valigia preparata da chi non c’è più e con l’incapacità di provvedere da soli al proprio sostegno . Dico ai miei ragazzi se avete un sogno e sapete cosa volete fare non aspettate che il tempo si nutra dei vostri desideri.

Premiazione Concorso pianistico Quagliata

Ci sono certi momenti che fai fatica a trattenere le emozioni, le lacrime del riscatto, la tensione che hai trattenuto durante la loro esecuzione accompagnandoli con lo spirito e l’energia di non perdersi mai, nemmeno davanti ad un vuoto di memoria o un errore accidentale. Oggi é andata così, i miei ragazzi tutti premiati e con importanti commenti da parte della giuria internazionale. Sono felice per loro, ho visto le loro fatiche, quelle delle loro famiglie, le speranze di tutti, sentire oggi questa bella musica, é stato un momento speciale. Ringrazio la vita di avermi donato questa meravigliosa giornata e dedico tutto questo a chi mi ha regalato la vita, alle promesse fatte alla mia famiglia e professione, alla musica , ai ragazzi che mi seguono con fiducia e affetto.

Sabato 2 dicembre alle ore 19 festeggiamo questo evento a scuola, seguiranno sulla chat le comunicazioni.

I risultati:

Nikolai Vishnyakov secondo premio 91/100

Celine Chen. Secondo premio 93/100

Simone Magistroni. Primo premio 96/100

Sofia Bandi . Terzo premio 87/100

Irene Alzetta. Terzo premio 88/100

Grazie ragazzi e grazie genitori che state vicino ai vostri figli.

Concorso Pianistico Humberto Quagliata

Siamo partiti proprio oggi con questa nuova esperienza per alcuni mie studenti dei corsi professionali.

Come spesso accade, al contrario di quello che talvolta si dice e si pensa, ci sono tanti giovani pianisti che si cimentano in concorsi importanti per dare una svolta al loro futuro, per arrivare più vicino al loro volere, per sognare una carriera nel segno della musica.

La sensazione che abbiamo appena entriamo é quella di vedere tutti piú bravi di noi, subito abbassiamo il livello di autostima e mandiamo nel vuoto ore di lavoro, non solo tecnico e musicale ma anche mentale. Sicuramente una cosa é certa: non siamo abituati ad ascoltarci e non ci conosciamo, anche altri potrebbero pensare le stesse cose che pensiamo noi in questi momenti. Bisogna cambiare mentalità e pensiero, trovo che sia stimolante suonare con gente brava e preparata, li sta davvero la nostra crescita e la nostra unità di misura, troveremo sempre chi è avanti a noi, chi suona in modo migliore, quella é la nostra strada e preparazione, in ogni competizione dobbiamo salire un pochino di più, il tempo è la tenacia ci daranno le risposte giuste.

Auguro a tutti i partecipanti di vivere una bella esperienza e un punto fermo sul quale costruire una nuova realtà.

Nei prossimi giorni pubblicherò i risultati dei miei ragazzi.