Tra sogno e realtà

In questi giorni riflettevo su alcuni aspetti comuni a molti studenti che ho incontrato nella mia vita da insegnante di pianoforte. Spesso arrivano persone che hanno voglia di imparare a suonare spinte dalla curiosità, ma anche da quello che vedono sui social, giovani talentuosi ripresi in concerti di alto virtuosismo, tanto da far scattare il desiderio di provarci . Purtroppo anche nella musica, tante cose non si conoscono a priori, sembra che per imparare sia sufficiente una lezione settimanale con un buon maestro, che talvolta non lo si riconosce e con un po’ di lavoro poi si diventa dei campioni. Niente di più falso! Quando arrivano nella mia scuola le persone iniziano a sentir parlare di ordine, studio, sacrificio, organizzazione,passione, continuità, tenacia, costanza, cultura, ascolto, applicazione, osservazione, compostezza, presenza mentale, coraggio …… tutti vocaboli poco presenti e non chiari nel sistema di molti di loro, esempi rari nella scuola dove ci si forma o abitudini non condivise?

Diverse sono le cause, ma un male comune é che si vogliono e possono fare tante cose e in modo serio o professionale non se ne fa una bene, riusciamo ad iniziare tante attività, ma quale ci appassiona veramente ? E perché allora non la facciamo bene? I genitori talvolta non pretendono dei risultati significativi, ma si accontentano di poco, un giorno nel mondo del lavoro ci chiederanno cosa sappiamo fare e se il risultato è poco o qualcosa ma non troppo, sarà difficile poter scegliere quello che ci sentiamo di essere, si impara da piccoli, poi è troppo tardi. Diventa difficile tirare fuori qualcuno che possa fare bene, magari facendo anche una carriera importante, io ho bambini e ragazzi che se ben guidati potrebbero fare qualcosa di serio e bello. Mi mancano le giuste sintonie con il resto : mi occorre aiuto a capire se studiano bene durante la settimana, che vengano a lezione regolarmente, che partecipano alle attività extra formative, che abbiano degli strumenti che si chiamano pianoforte e non digitali, allora qualcosa può andare meglio e può nascere un talento che vede realizzato quell’ intento primario che lo ha portato ad avvicinarsi alla musica. A volte sembro antipatico e arrabbiato, io prendo il lavoro seriamente e ho rispetto per le persone che vengono da me e mi danno un incarico ,facendo loro una promessa: di insegnare ai loro figli a suonare e la voglio mantenere, però spesso ci sono forze che mi inducono a lavorare male, non cado in questo tranello a costo di essere antipatico, so come si deve lavorare e cosa chiedere ad ogni lezione, ogni appuntamento ha un progetto per ognuno, durante la settimana mi fermo e appunto ogni cosa fatta e da fare.Vorrei fare conoscere la musica per quello che é veramente. La bellezza non va sporcata con atteggiamenti non consoni alla musica. Spero che tanti di voi leggano questo è ne parlino, con lo scopo di migliorare un percorso non ancora scoperto pienamente.

Maurizio.

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