Storia di una didattica

Chi mi conosce da tempo, sa che dedico uno spazio importante della mia vita, alla ricerca di un corretto insegnamento della musica. Prima di insegnare, appena completati gli studi musicali ( in verità non si finiscono mai) ho creato un progetto di lavoro, migliorato e perfezionato sino ad oggi, che potesse colmare alcune carenze che avevo notato nel corso dei miei studi e alcuni meccanismi distorti  che avevano creato confusione e difficoltà di comprensione . Una cosa prima di tutto: diventare insegnante di musica è stata una scelta non obbligata, ma una rivelazione , ho capito ad un certo punto che potevo fare qualcosa di positivo sia per me stesso che per gli altri. La vita quindi, ti mette subito alla prova appena fai una scelta: ecco allora le numerose esperienze nel settore della scuola pubblica, elementari, medie, scuole comunali, civiche musicali, istituzioni private, accademie e conservatori. Neanche farlo apposta proprio in ordine cronologico e di importanza, anche se ad esercitare la mia professione ho usato lo stesso entusiasmo in ogni settore. Questo è stato un campo pratica dai mille colori, ne ho viste davvero tante, eviterò in questa sede di fare esempi o stendere un memoriale, mi limito semplicemente a riportare la realtà nella sua essenza: siamo indietro!! Sotto tutti i punti di vista, i progetti di lavoro sono spesso delle belle parole e idee ma rimangono solo sulla carta, mancano materiali e persino strumenti fondamentali per esercitare una professione, vi sembra corretto in un una scuola musicale suonare su strumenti scordati quando va bene o mal funzionanti nella loro struttura meccanica, che musicista può formarsi in questo modo, le scuole, nella maggior parte dei casi, non sono gestite da musicisti, nel direttivo manca una figura di musicista competente, diventando talvolta un’attività commerciale, dove per sopravvivere, deve attuare molte più manovre di marketing che artistiche, proprio come fa un supermercato, lo stato e le istituzioni di dovere e competenza non danno abbastanza fondi e disponibilità, per aumentare la diffusione culturale  nel nostro paese, che vanta un passato musicale importante, ma ricordo che si tratta del 1800, poi un grande vuoto. Fare  l’ insegnante, per qualche persona, diventa l’unico mezzo per tirare avanti, questo non  rappresenta una scelta ma un condizionamento, non esiste nemmeno una scuola che “insegna ad insegnare” e tutto ciò non porta un gran bene a chi riceve l’insegnamento, spesso questo tipo di docente sarà retrogrado, difficilmente adeguato e aggiornato coi tempi, spesso nervoso e attaccato all’orologio che segna la fine della lezione, senza un progetto ne a breve ne a lungo termine, senza un’idea completa del percorso da far compiere. Anche chi lavora bene, con passione e amore, si trova spesso solo o isolato, impotente nell’avviare una trasformazione, perchè troppo in minoranza in un sistema  vecchio e ignorante, privo di mezzi e risorse essenziali. Mi fermo qua perchè non voglio fare una lista della spesa, ma il carrello a questo punto è ancora leggero. Dopo tutte queste realtà che negli anni ho scoperto e valutato, ho preso una decisione: di non lamentarmi del sistema, di chi e che cosa ci sta intorno e perchè, tanto la verità se vogliamo la conosciamo tutti ed è molto triste: ai vertici non interessa avere persone di cultura, serene e felici, con progetti ed entusiasmo per il futuro, il popolo è più indirizzato al gossip, al calcio e alle tante storielle svestite che tanto piacciono e girano, li sono disposti a spendere, anche molto, “rubando” risorse per la crescita nei nostri giovani. Dove non c’è interesse non potrà piovere nulla dal cielo, un popolo senza cultura è destinato a diventare arido, forse ognuno di noi può fare un’azione positiva per alimentare queste terre secche   senza frutti, chissà che sempre più persone lo notino e invertano le tendenze. Quindi ho avviato coraggiosamente la scuola di musica “secondo me”. Ho investito prima di tutto nella mia formazione, ancora oggi frequento il biennio post diploma ad indirizzo concertistico e didattico all’Istituto F.Vittadini di Pavia, faccio concerti regolarmente e quotidianamente studio come fanno gli allievi di un conservatorio, non voglio perdere questo esercizio, inoltre credo di avere ancora molto da imparare, penso anche che il maestro deve essere il primo a dimostrare di fare le cose e non pretenderle solo dagli altri. Il passo successivo è stato quello organizzativo: uno spazio ad hoc dove posso praticare la mia professione senza intoppi, ho investito in ogni sorta di materiale, una biblioteca con oltre 5000 spartiti in formato cartaceo( no fotocopia) delle migliori edizioni musicali, circa 1000 cd audio e video con incisioni musicali di grandi artisti conosciuti e non , due pianoforti a coda di massima qualità , un verticale da concerto e una dozzina di pianoforti acustici e digitali in ottime condizioni a disposizione per il noleggio o la vendita a prezzo di costo , corsi di musica su misura per la singola persona, si può scegliere dal livello amatoriale al livello concertistico, organizzo seminari di perfezionamento e di cultura musicale, stage e vacanze musicali, per migliorare l’integrazione del gruppo e il confronto di crescita con gli altri, concerti e saggi durante l’anno, facendo proprio un piccolo campo pratica per imparare a suonare anche davanti agli altri e non soltanto il solito saggio di fine anno dove per sei mesi dai lo stesso pezzo per far bella figura a giugno, borse di studio ( spesso finanziate da me stesso perchè gli sponsor sono sempre più scarsi) per incentivare i ragazzi e riconoscere in modo simbolico il loro impegno, ho attivato un programma di “aiuto” con chi vuole studiare ma non ha i mezzi economici per farlo, studiando con le famiglie un piano più conveniente, per il 2012 c’è in progetto la registrazione di un disco degli allievi della scuola ( sarà un doppio cd) e la possibilità per chi ha i minuti minimi, di farne uno personale. Mi occupo inoltre di aiutare gli allievi che si diplomano nella mia scuola a collocarsi nel mondo musicale, sia in ambito didattico che esecutivo. Sempre per il 2012 e per gli anni a venire è mia intenzione tenere i prezzi controllati e adeguati, andando incontro ad una teoria che i miei amici mi dicono sia anti-mercato e immagine: massimo servizio a prezzi popolari. Su questa base andrò avanti in futuro, almeno fino a quando ci saranno persone che hanno voglia di imparare, cercando di trasmettere entusiasmo e gioia per un’arte magica come la musica. Spero di ammorbidire anche un altro grande ostacolo: i genitori, ma questo sarà il prossimo argomento, come per tutte le discipline che si condividono in famiglia, bisogna trovare il giusto equilibrio e un reciproco rispetto delle parti, penso che il ruolo insegnante e genitore abbia almeno un punto in comune: non si deve diventare insegnanti per forza, ma per scelta, allora saremo dei buoni insegnanti, così è per il genitore: felice e commosso nel sentirsi chiamare mamma o papà…. parole da un suono dolcissimo e sempre piacevole. Aggiungo un grazie di cuore a chi sin dai miei primi passi è con me ancora oggi e mi ha dato la sua fiducia, a conserva un bel ricordo di questa esperienza, ma anche a chi ha sollevato critiche permettendomi di riflettere e migliorare.

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