
Settembre è alle porte l’aria di questi ultimi giorni di agosto è gia densa di iniziative e pensieri per l’autunno che sta arrivando, le persone iniziano a ritrovare le cose e le abitudini messe a riposo o a pensare a nuove cose da fare.
La mia estate mi ha anche portato a pensare , ad ordinare e riorganizzare la mia attività sia didattica che da musicista ecco una delle mie riflessioni sulla didattica:
All’inizio pensavo che insegnare significasse soprattutto sapere cosa trasmettere.
Con il tempo ho capito che la domanda più importante è un’altra:
chi ho davanti?
Ho incontrato allievi intuitivi e allievi razionali.
Allievi che imparano ascoltando e altri che hanno bisogno di capire ogni dettaglio.
Persone che hanno bisogno di essere guidate e altre che devono essere lasciate libere di cercare.
Bambini pieni di immaginazione.
Adulti che si avvicinano al pianoforte per la prima volta.
Studenti che vogliono andare oltre ciò che sanno già fare.
Ed è proprio questa diversità che negli anni ha trasformato il mio modo di insegnare.
Oggi, prima ancora di chiedermi “che cosa devo insegnare?”, cerco di capire:
“Di cosa ha bisogno questa persona per riuscire a fare musica?”
Da questa domanda è nato, poco alla volta, un modo diverso di pensare l’insegnamento del pianoforte.
Ed è da qui che ripartirò a settembre